Negli ultimi anni la pubblicità online è diventata sempre più personalizzata. I colossi come Google e Meta hanno trasformato il modo di fare advertising: oggi vediamo annunci mirati in base ai nostri interessi, cronologia di navigazione e persino interazioni sui social.
Questa estrema personalizzazione, resa possibile dall’AI e dai big data, ha però un rovescio della medaglia: piattaforme complesse, costi elevati per emergere e crescenti preoccupazioni per la privacy degli utenti.
In questo contesto, fa il suo debutto adFit.it, una nuova piattaforma gratuita appena lanciata, con un’interfaccia ultra minimalista e un obiettivo chiaro: aiutare chi vuole fare pubblicità a capire dove ha senso posizionare i propri annunci, e soprattutto dove non ha senso.
Non vende spazi pubblicitari, non gestisce campagne, non rincorre gli utenti con retargeting: adFit fa una sola cosa, e la fa bene — analizza se due siti hanno senso pubblicitariamente l’uno per l’altro.
Scopriremo punti di forza e debolezza di ciascuno in termini di personalizzazione, facilità d’uso, costi e capacità di targeting, con uno sguardo ironico ma informato sul futuro della pubblicità personalizzata.
Una nuova piattaforma minimalista per l’analisi pubblicitaria contestuale
Cos’è esattamente adFit.it?
In breve, è una piattaforma AI che analizza la compatibilità semantica e contestuale tra due siti web, suggerendo se ha senso (oppure no) far comparire la pubblicità del sito A sul sito B.
Non è una piattaforma ADV, non gestisce impression né clic, e soprattutto non si occupa di delivery: è uno strumento di analisi intelligente.
Il concetto è semplice quanto utile: se hai un sito o un prodotto da promuovere, vuoi essere certo di farlo nei posti giusti. adFit ti aiuta proprio in questo, simulando il tipo di analisi che un media planner dovrebbe fare manualmente.
L’interfaccia? Più minimal di così si muore
Un aspetto che colpisce subito di adFit è la sua interfaccia ultra minimal. Aprendo adFit.it, non troverai dashboard affollate di metriche né menu complessi: solo pochi campi essenziali e un pulsante.
L’intera piattaforma sembra abbracciare la filosofia “less is more”.
Ad esempio, per testare la compatibilità pubblicitaria tra due siti, bastano due input (il sito “sorgente” dove potrebbe apparire l’annuncio e il sito “destinazione” a cui si vuole dare visibilità) e con un clic su Analizza si ottiene un report dettagliato, con un punteggio e un’analisi spiegata in linguaggio naturale.
Niente fronzoli grafici, niente impostazioni arcane. Per un developer abituato a interfacce pulite (o persino alla riga di comando), usare adFit dà quasi la sensazione di eseguire uno script snello: fa una cosa, e la fa bene.
È una ventata di aria fresca in un settore dove le console pubblicitarie spesso somigliano a cabine di pilotaggio di un aereo.
Gratis. Davvero gratis. E senza secondi fini.
Vale la pena sottolineare che adFit è gratuita, e che non si occupa in alcun modo della gestione diretta delle campagne pubblicitarie: il suo unico scopo è fornire un’analisi intelligente e imparziale sul potenziale accoppiamento tra due siti, lasciando all’utente ogni decisione operativa.
Questo significa che chiunque può accedervi e sfruttarne le funzionalità senza costi di piattaforma.
Per un piccolo imprenditore o uno sviluppatore indie con budget ridotto, poter analizzare e trovare collocazioni pubblicitarie ideali senza dover prima aprire il portafogli è un enorme vantaggio.
Si può sperimentare, fare prove di matching tra il proprio sito/prodotto e potenziali siti partner, il tutto a costo zero.
Uno strumento utile anche per evitare figuracce
Al momento adFit si presenta come uno strumento di analisi e pianificazione pubblicitaria basato sull’AI: genera punteggi di compatibilità e suggerimenti, che poi l’utente può trasformare in azioni concrete (ad esempio contattare il sito target per proporre una partnership, oppure escludere certe collocazioni poco pertinenti).
Essendo appena nata, la piattaforma potrebbe evolvere in varie direzioni – magari diventando un assistente per il planning ADV ancora più sofisticato – ma già così offre ai professionisti un assaggio di come l’AI può semplificare il processo di scelta dei canali pubblicitari.