Crypto Hackaton

Ieri si è svolto, col mio team di sviluppo, uno dei consueti hackaton per il team-building.

Questa volta incentrato sulle cryptovalute: linguaggi scelti per la prova typescript e python.

L’ultima volta avevamo fatto un clone di pokemon.

Gli sviluppatori Backend, Frontend, Android e iOS hanno progettato l’idea, deciso per la realizzazione di una piattaforma web e per lo sviluppo di un bot di trading di cryptovalute: il progetto non si fermerà all’hackaton di un pomeriggio e sarà continuato nei prossimi.

La direzione del progetto è stata affidata a Simone Gizzi, Senior Full Stack Developer di Algojob, ideatore del tema, nel rispetto della mia idea di Leadership liquida

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La proprietà intellettuale

L’Italia è un paese d’inventori, ma siamo appena decimi nella classifica mondiale: certo un bel piazzamento, ma vista la reputazione fin dai tempi di Leonardo Da Vinci, possiamo fare di meglio.

Chi mi segue è spesso uno “startupparo” della prima ora o recente, o un architetto del software.

Nella nostra categoria di aziende la proprietà intellettuale è uno dei fattori importanti da gestire: se facciamo innovazione, nella pratica, dobbiamo anche dimostrare in un certo senso, che questa innovazione c’è, è tangibile, è diventata un brevetto.

Come in molte attività umane, spesso ci si fascia la testa prima di averla rotta: si pensa che se non sei Nikola Tesla o Edison o Marconi, non hai diritto di brevettare nulla.

Non è così, e i brevetti spesso sono solo delle noiose descrizioni del processo industriale che l’azienda ha depositato come innovativo.

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