Intelligenza Artificiale e emozioni.

Essendo sul pezzo da tempo, ho vissuto la prima fase dell’Intelligenza Artificiale: quella un po’ fallimentare dei sistemi esperti, con Prolog e Lisp a farla da padroni incondizionati. Di autentiche reti neurali allora si parlava pochissimo, al massimo si implementava qualche Rete di Kohonen, ma c’erano poche risorse hardware a disposizione.

L’avvento della “nuova” AI mi ha emozionato particolarmente, le sue applicazioni infinite: non siamo ancora arrivati alla cognitività, alla riflessione, alla deduzione, ma questi motori statistici “neurali” fanno miracoli ugualmente.

Se avessi mostrato i risultati di una AI attuale durante la prima fase, sarei sembrato un mago.
Se avessi detto che avremmo fatto cose simili, un pazzo.

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