Resta umile

Uno dei primi effetti sulla psiche del lavoro di consulente è il sopravvalutarsi.

Avete accumulato tanta esperienza al punto che il vostro know-how è diventato di grande valore: questo vi porterà a considerarvi in breve un Dio in terra della vostra specifica nicchia di conoscenza.

Non è così: tornate con i piedi per terra e restate umili: La vostra conoscenza non può che essere limitata: perfino nella vostra zona di comfort.

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Fai dei follow-up sui progetti nei vari stage

La consulenza è finita, ma anche se non fate parte della realizzazione del progetto finale, occorre sempre ricontattare il cliente; sapere come procedono le cose e quali sono le criticità.

Non è raro scoprire che il progetto è bloccato e sia necessaria una ulteriore consulenza per risolvere: Non pensate che sia il cliente a richiamarvi in quel caso, probabilmente ha mille pensieri negativi e dà il progetto per spacciato. Quando una persona ottiene i finanziamenti o ci mette i suoi per un progetto, è più fragile che in altre fasi. Organizzare il team o implementare una soluzione esistente potrebbe sembrargli un ostacolo insormontabile.

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Spenditi in prima persona

Avete raggiunto l’obbiettivo di completare l’analisi, il cliente è contento: ha ricevuto i materiali, la fattura è stata pagata; tutto viaggia per il meglio.

Il vostro lavoro sembra finito ma non è così: rendetevi disponibili a presentare voi, di persona o in videoconferenza, il progetto software al cliente ed ai suoi soci, o alla sua direzione: chi meglio di voi può illustrarlo e sanare i dubbi e le perplessità rimaste?

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Fatti pagare

Uno dei problemi di qualsiasi freelance è quello di ottenere il pane in cambio delle rose che si danno al cliente.

Personalmente mi comporto seguendo alcuni punti fondamentali:

Essere chiari: In fase di contrattazione iniziale occorre sempre spiegare per bene al cliente che:

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Uccidi l’alieno

Un caro amico, uno uscito dal Media Lab del MIT, usava spesso dire mentre si facevano progetti per enti e aziende: “E DAI METTIAMOCELA UNA SUPERCAZZOLA!” e partiva con tre parole in inglese probabilmente uscite da un generatore automatico.

Fare questa operazione è ovviamente indice di una certa impreparazione: avete poco da dire al cliente e dovete mascherarvi dietro all’alieno.

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Fornire al cliente gli strumenti

Partiamo dalla “lista della spesa”, il cliente vi ha mandato a fare la spesa, dandovi indicazioni puntuali ma una discreta libertà e ora voi dovete tornare da lui con un prodotto. Questo prodotto non è una analisi del software dura e pura, non volete mandare il cliente nel panico, in confusione, e costringerlo ad andare a chiedere una consulenza per capire cosa ha prodotto la vostra.

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