Il mostro della DAD

Ieri il ministro dell’istruzione tutto tronfio ha detto che non ci sarà più bisogno della Didattica a Distanza, che le scuole d’ora in poi resteranno sempre aperte.

La DAD è stato uno degli incubi della pandemia, strutture informatiche scolastiche e casalinghe del tutto insufficienti, nessun metodo didattico ad hoc, spazi in casa affollati e rumorosi.

L’emergenza è stata gestita un po’ come si poteva, con le competenze disponibili, tranne pochi casi, la lezione frontale classica è passata alla videocall, senza grossi interventi

Si è quindi reso remoto ciò che non poteva esserlo, senza studiare un metodo valido per la Didattica a Distanza.

Si è, secondo me, persa una grande occasione: quella di insegnare a tutta la popolazione di studenti, il metodo agile.

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Il debito tecnico

Un software si progetta con le migliori intenzioni ed architettura possibile, ma è quasi inevitabile che durante la sua storia produttiva accumuli un debito tecnico: vediamo di cosa si tratta e cosa fare.

Quando spiego l’argomento ad un team prendo come esempio l’Italia: una nazione intera che ha accumulato un debito tecnico enorme.

La burocrazia italiana è leggendaria? È un debito tecnico.

L’informatizzazione va lenta e sembra governata da un gregge di capre? È un debito tecnico.

Tornando al software, per quanto grosso sia il debito tecnico che abbiamo accumulato, la nostra situazione è rosea in confronto.

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