La pratica dell’analisi

Nel mio metodo per l’analisi del software, vi ho parlato del lato più romantico dell’analisi: non mancano però i lati pratici e tecnici che renderanno la vostra analisi precisa, fino a consentire una progettazione pragmatica del software e a portare chiarezza in ogni fase analitica e progettuale. La pratica dell’analisi è mutata parecchio con gli anni, dal metodo a cascata fino all’agile development.

Io sono contrario alla navigazione a vista e preferisco che l’analisi sia un testo sempre presente in tutto il ciclo di sviluppo del software, un documento compiuto ma allo stesso tempo non dogmatico che consenta di tenere il timone dritto fino alla consegna di ogni fase.

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Il mio metodo per l’analisi del software.

Un giorno, facendo quattro chiacchiere con un amico, “Analista Programmatore” della vecchia guardia,  è scoppiato nella mia testa una specie di A/B testing oltretutto nato dalla coincidenza di aver avuto alcuni clienti in comune per delle consulenze.

Le analisi software del mio amico sono tecnicamente perfette: un team di sviluppo può prenderle in mano e iniziare a lavorare in tempo zero. Ma spesso i suoi progetti non arrivano a questo step e finiscono nel dimenticatoio aziendale.

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Telesiculissimi

Il 20 Dicembre 2018 ho avuto la piacevole esperienza di essere in TV, al talk show Telesiculissimi condotto da Ruggero Sardo.
Condivido qui il video, e ringrazio ancora Manuela Santonocita che mi ha invitato a partecipare alla trasmissione.

La guerra di Gutenberg

In questi giorni è scoppiata una vera e propria guerra di religione contro Gutenberg, il nuovo editor a blocchi di WordPress 5.0.

Chi minaccia di non aggiornare mai più, chi dice che accadrà l’apocalisse, che i temi esploderanno,  roba che in confronto la paura del Millenium Bug del passato sembra un nonnulla.

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L’orologio

Formalmente la pianificazione dei tempi non fa necessariamente parte dell’analisi del software: alcuni analisti, ben sapendo la variabilità di simili previsioni, demandano il tutto al Project Manager che seguirà il progetto in futuro.

Io ho sempre trovato che una stima di massima vada comunque data al cliente che deve essere preparato a quello a cui va incontro. Il cliente non è necessariamente un informatico e non deve sapere nulla di come funziona il lavoro: se non gli diamo almeno una stima dei tempi e dei costi potrebbe sottostimarli e buttarsi in un progetto che non è in grado di affrontare.

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Stabilire i confini

A volte l’analisi è un fatto di libero pensiero ed all’analista è concessa la massima possibilità di scelta per la soluzione migliore possibile.

Spesso però ci sono alcuni confini da rispettare, imposti per volontà o necessità del cliente.
Ad esempio un cliente che tiene particolarmente alla sicurezza ed alla riservatezza dei propri dati non consentirà che essi siano trasmessi in alcun modo attraverso API di terze parti: in questo caso dovremo spiegare al cliente i costi maggiori e le limitazioni derivanti dallo sviluppo di un applicazione software di sua totale proprietà o dall’installazione on-premise di software di terze parti.

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Definire gli attori

Anni fa, mentre lavoravo in una produzione cinematografica, notai una incredibile analogia tra l’analisi del software e lo spoglio della sceneggiatura.

In questa noiosa procedura dell’industria cinematografica si legge appunto ogni pagina della sceneggiatura e si elenca tutto ciò che è enumerabile al suo interno: luoghi, cose, persone.

Definire gli attori nell’analisi del software è la medesima questione: sfogliate la vostra analisi pagina per pagina e segnatevi quali sono le figure professionali necessarie a lavorare il software.

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