Pam Melroy meets with German Coordinator Anna Christmann (NHQ202403070008)

Wardrome ora parla anche tedesco (senza aver studiato a scuola)

C’è una cosa curiosa che succede quando si costruisce un sistema invece di una procedura.

All’inizio sembra più complicato. Ci perdi tempo, fai prove, aggiusti tubature invisibili che nessuno vedrà mai. Tutto molto poco spettacolare. Non è il tipo di lavoro che si racconta bene a cena.

Poi però, a un certo punto, succedono cose.

Per esempio che Wardrome, il sito dell’universo narrativo e del gioco che sto sviluppando, ha iniziato a parlare anche tedesco.

Non perché mi sia messo lì con un dizionario e una tazza di caffè. Non perché abbia deciso di fare un “progetto traduzione”. È semplicemente successo perché il sistema che avevo costruito ha continuato a fare il suo mestiere.

Funziona più o meno così: gli articoli nascono in inglese, poi un piccolo meccanismo automatico controlla se esistono le versioni nelle altre lingue. Se mancano, le genera, le collega tra loro, aggiorna le relazioni tra le pagine e mantiene coerente tutta la struttura del sito.

Prima è arrivato l’italiano.
Poi il cinese.
Adesso anche il tedesco è entrato nella flotta.

Quando l’architettura funziona, aggiungere una lingua non è un nuovo progetto. È solo una nuova rotta nello stesso universo.

Se qualcuno arriva su Wardrome da Berlino o da Amburgo, non deve attraversare metà internet con un traduttore automatico aperto in un’altra scheda. Il sito gli parla già.

Wardrome lo trovate qui:
https://wardrome.com

E se vi interessa il dietro le quinte tecnico di questo piccolo esperimento di automazione, ho raccontato tutto qui:
https://ricardopiana.com/automatizzare-con-lamore-necessario/

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