C’è una particolare forma di violenza nei sistemi informativi pubblici.
Non quella evidente, non quella urlata.
Quella sottile, educata, burocraticamente impeccabile: ti danno tutto, ma in una forma che non puoi usare.
I bandi pubblici sono così.
Pubblici per definizione, opachi per costruzione.
E in mezzo, come piccoli idoli senza volto, ci sono loro: i codici CPV.
Una tassonomia perfetta, elegante, tecnicamente ineccepibile.
E completamente ostile a chi non è già dentro.
Non è un bug.
È una forma di selezione.
Se sai già, entri.
Se non sai, impari a restare fuori.
Su VistaGare abbiamo fatto una cosa quasi banale, e per questo sospetta: abbiamo tolto il silenzio.
Abbiamo preso quei codici e li abbiamo trasformati in un percorso.
Un breadcrumb, una gerarchia leggibile, una ricerca che non pretende iniziazioni.
Non abbiamo aggiunto dati.
Abbiamo tolto attrito.
E quando togli attrito a un sistema costruito per filtrare, succede qualcosa di interessante: la superficie cambia.
I numeri iniziano a parlare.
Le categorie si aprono.
Le connessioni diventano visibili.
La nuova funzione è già online per tutti, sia free che Radar: https://vistagare.it
In più, se sei un insegnante universitario o un giornalista investigativo, puoi richiedere accesso gratuito alla piattaforma scrivendo a ricardo@vistagare.it da una mail istituzionale e presentandoti.
Non è ancora intelligenza.
Ma è il prerequisito.
Perché prima di “capire”, bisogna poter vedere.
E prima di vedere, bisogna poter leggere.
Il resto viene dopo.
E, come sempre, non sarà neutrale.
