L’orologio

Formalmente la pianificazione dei tempi non fa necessariamente parte dell’analisi del software: alcuni analisti, ben sapendo la variabilità di simili previsioni, demandano il tutto al Project Manager che seguirà il progetto in futuro.

Io ho sempre trovato che una stima di massima vada comunque data al cliente che deve essere preparato a quello a cui va incontro. Il cliente non è necessariamente un informatico e non deve sapere nulla di come funziona il lavoro: se non gli diamo almeno una stima dei tempi e dei costi potrebbe sottostimarli e buttarsi in un progetto che non è in grado di affrontare.

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Stabilire i confini

A volte l’analisi è un fatto di libero pensiero ed all’analista è concessa la massima possibilità di scelta per la soluzione migliore possibile.

Spesso però ci sono alcuni confini da rispettare, imposti per volontà o necessità del cliente.
Ad esempio un cliente che tiene particolarmente alla sicurezza ed alla riservatezza dei propri dati non consentirà che essi siano trasmessi in alcun modo attraverso API di terze parti: in questo caso dovremo spiegare al cliente i costi maggiori e le limitazioni derivanti dallo sviluppo di un applicazione software di sua totale proprietà o dall’installazione on-premise di software di terze parti.

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Definire gli attori

Anni fa, mentre lavoravo in una produzione cinematografica, notai una incredibile analogia tra l’analisi del software e lo spoglio della sceneggiatura.

In questa noiosa procedura dell’industria cinematografica si legge appunto ogni pagina della sceneggiatura e si elenca tutto ciò che è enumerabile al suo interno: luoghi, cose, persone.

Definire gli attori nell’analisi del software è la medesima questione: sfogliate la vostra analisi pagina per pagina e segnatevi quali sono le figure professionali necessarie a lavorare il software.

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