Termoscan

La febbre dell’Intelligenza Artificiale

Questa settimana, con il ritorno in classe di milioni di studenti, si è parlato spesso di strumenti per misurare la temperatura corporea.

Parole come termoscanner, termometro laser, termometro ad infrarossi, termometro a pistola, scanner temperatura e simili, sono finite tra le più ricercate su Google.

La decisione dello Stato, riassumibile in uno scherzoso “portateli già misurati” è servita a ridurre lunghe e pericolose file durante l’afflusso degli studenti a scuola.

Immaginate infatti migliaia di studenti in fila al termoscanner, o peggio davanti agli addetti muniti di termometro a pistola.

Resta però innegabile che la potenziale pericolosità di un ragazzo infetto, sfuggito al controllo familiare, potrebbe mandare in quarantena l’intera scuola.

Si poteva far meglio, cercando di contenere dove possibile i costi?

Certamente. Con un sistema low-cost composto da una videocamera termica, un minicomputer simile al Raspberry Pi come per esempio il Coral (che è dotato di una TPU per accelerare i compiti di una intelligenza artificiale) e un’app interna per gli addetti, sarebbe stato possibile individuare le persone con una alta temperatura corporea (o coperti in modo tale da impedirne la misurazione) e avvertire.

Un addetto avrebbe potuto poi confermare il responso della macchina o meno col soggetto in esame, prendendo i giusti provvedimenti del caso.

L’Intelligenza Artificiale responsabile del controllo è di banale realizzazione, il sistema nelle ore notturne potrebbe servire anche come sistema di sorveglianza ed allarme.

Il costo sarebbe sostenibile e di certo minore dell’impatto sociale di una intera scuola in quarantena.

Spero che l’argomento non vi abbia annoiati, attendo i vostri commenti.

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