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Ologrammi

Quando ero piccolo, andare al circo era considerata una cosa splendidamente educativa. Non si faceva menzione della schiavitù degli animali, né delle loro condizioni di vita nomade non certo semplici.

La mia prima volta, ricordo che c’era una gran puzza di merda, che ero in prima fila e avevo pensato che sarebbe stato grottesco essere divorato da una tigre così giovane.

Ricordo la foto di rito con lo scimpanzé, non mi piaceva affatto: somigliava straordinariamente alla mia maestra.

Quando stavo per suicidarmi così giovane, iniziò lo spettacolo dei trapezisti. Una ragazza bellissima e scintillante volteggiò per qualche minuto. Pare che fosse in realtà presa e sostenuta da altri due acrobati, che non ricordo, io ho visto soltanto lei.

Era luminosa e bellissima: sembrava un ologramma.

Oggi mia moglie mi ha segnalato questo circo, che usa ologrammi al posto degli animali. Spettacolare e senza odore di cacca. Certo gli ologrammi non sembrano ancora perfetti e in questo caso si tratta di proiezioni su schermi circolari di plexiglass. L’effetto pare comunque molto valido: il video in queste cose è peggiorativo. Dal vivo deve essere spettacolare.

Ho sempre evitato i circhi, ma questo mi vedrà come cliente.

Ho anche pensato che potrebbero esserci evoluzioni: circhi solamente interattivi e olografici in cui entrare, partecipare allo spettacolo, come in un cinema. Sarebbero di certo molto immersivi, e forse più culturali, essendo difficile usare lo strumento per una esperienza di racconto come siamo abituati al cinema.

Potremmo avere circhi con i dinosauri, con animali di pura invenzione, il limite sarà la fantasia.

Già sento quelli con l’impresina che vorrebbero usarlo al posto di zoom per fare delle videoconferenze col fattore umano. Spreco di risorse? Forse no, non voglio mettere in croce nessuna idea. Certo sarà difficile farle con la polo sopra e sotto in mutande.

E voi che uso fareste della tecnologia olografica?

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