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Non tutto è marketing

I social network ci hanno messo in vetrina e da allora, plausibilmente, molti si sono considerati dei prodotti.

Tutto è diventato marketing: si scrive un post un po’ lungo? Subito e-Book e via a raccogliere e-mail.

Ogni forma di gratuità è bandita: la mania di vendere qualsiasi cosa o perlomeno di avere “lead” da convertire in chissà quali guadagni è pandemica.

I blog servono soltanto a far cliccare pubblicità, non esistono link che non siano sponsorizzati o frutto di programmi di referral.

Ogni link è frutto di una compravendita o di un accordo SEO, mai naturale.

Questo blog sfugge a tante di queste regole.

La mia idea di blog è di divulgare le mie opinioni, qualche dato, dei metodi che mi sono stati utili nella professione, le mie passioni.

Non faccio sponsorizzate, né sui social né su google.

Non usa cookie per traccianti, nemmeno Google Analytics, non permette l’iscrizione, non raccoglie mail, se volete seguirlo sapete il link, se volete le notifiche basta seguirmi sui social o sul canale Telegram dedicato:

https://t.me/CiberneticaGerber

Quindi perché ci scrivo? Ne avrò di certo qualcosa in cambio, o no?

Faccio anche il consulente. Questo blog mi ha portato anche dei clienti, frutto del mio Personal Branding, e mi ha portato collaboratori, conoscenti, amici.

Questo apparente contromarketing funziona: arrivano solo quelli che sono veramente interessati.

Tutti in modo naturale. Non sono andato a vendermi con loro né qui né altrove.

Potevo avere più clienti vendendomi come la coca-cola? Forse. Sulla bilancia del Personal Branding però ci sarebbe stato di certo un calo di reputazione.

Valutate bene se il gioco del marketing vale per voi la candela.

Interessante articolo sul medesimo tema: il marketing più efficiente è quello che non si vede di Leo Cascio.

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