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Risveglio zero.

Dopo il lavoro mi stendo un po’ sul divano.

Mi sveglio che è già mattina. Strano. Non dormo mai così tanto e poi, perché nessuno mi ha svegliato? Il cielo è azzurro e splende il sole.

Guardiamo le notifiche va’. Zero.

Zero! Zero? Ne ho sempre migliaia. Impossibile.

Guardo bene il telefono. Ma che cavolo succede? Mancano un sacco di icone. Gmail? Non c’è.

I social? Spariti. Tutti.

Mi prende il panico: qualcuno mi ha cancellato tutto. Vabbè vado su iCloud e recupero i backup.

Ma non c’è. Non c’è il cloud. Non ci sono i browser. Cerco l’app store: manca anche quello.

Il panico si aggrava. Vedo che l’icona del telefono c’è. Chiamo mia moglie ma non risponde. Insisto ma non risponde.

Ad un certo punto sento una voce registrata: “a nome delle nuove norme per la privacy della comunità europea il suo dispositivo sarà riavviato.”

Lo smartphone si riavvia: al posto della consueta mela sullo schermo compare il logo di Aruba.

Il sistema operativo sembra un PC con la CGA, l’iPhone 13 arranca a caricare, si sente chiaramente un rumore da modem a 56K.

Apro Aruba browser in preda alla tachicardia. Sono sudato e ho paura.

Digito il link del mio sito aziendale: non c’è.

Provo ad andare sul pannello AWS. Una scritta mi informa che per la nostra privacy la Comunità Europea ha sospeso Amazon.

Mi volto e guardo il mio echo show: “Alexa news!” Il dispositivo mi risponde con la voce del film Wargames: “Vuole giocare a Guerra Termonucleare Globale, Dr. Faulkner?”

Ci penso un momento e poi dico un deciso: “sì!”

Vedo i funghi nucleari dalla finestra pochi minuti dopo.

Poi mi sveglio sul divano: ho dormito pochi minuti. Sono sudato, sudatissimo. Controllo il telefono e l’America ed internet sono ancora lì.

Vado a farmi una doccia.

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