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L’imitazione è arrivata

Un articolo su ANSA ha attirato la mia attenzione riguardo ad un algoritmo di IA imitativa.

È dai tempi di Alan Turing che si spera di arrivarci, e la ricerca degli scienziati del Chalmers AI Research Centre (CHAIR) pare un inizio promettente.

Intanto partiamo dall’articolo ANSA, un po’ impreciso ma ha i suoi meriti divulgativi:

Ecco Tiago, il robot che impara osservando gli umani

È guidato da una nuova IA capace di adattarsi all’ambiente

Articolo ANSA

L’articolo attribuisce al robot la capacità dell’AI di imitare gli esseri umani: ovviamente il robot in questione ne è solo lo strumento fisico: si tratta di un robot indoor polifunzionale con delle buone articolazioni superiori: http://wiki.ros.org/Robots/TIAGo è commercializzato dalla PAL Robotics.

Il robot Tiago

L’articolo accenna ad un Paper scientifico su ArXiv.org, ma non lo linka (citare le fonti sembrava complicato…) l’ho cercato e trovato:

Automated Generation of Robotic Planning Domains from Observations

https://arxiv.org/pdf/2105.13604.pdf

L’idea per adesso è quella di imitare compiti elementari, osservando gli esseri umani, ma il futuro può essere decisamente fantastico: i robot potranno imitare ogni azione umana, imparare a farla meglio, sostituire l’uomo facilmente nei lavori ripetitivi, mantenendo la duttilità umana.

Imparare per imitazione è stata finora una peculiarità umana: le ai potranno imparare per imitazione, simulare miliardi di modi diversi, migliorarsi continuamente.

Finiremo analogamente a quanto accaduto negli scacchi, ad essere noi a imitarne i risultati per migliorare noi stessi.

Tutto è migliorabile, anche l’umanità.

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