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Intervista ad Alessandro Perego

Mi chiamo Alessandro Perego ho 26 anni e sono un ingegnere informatico.
Sono un grande appassionato di tecnologia e sport.

Ho praticato atletica per moltissimi anni ed ora quando non lavoro mi puoi trovare a fare qualche passeggiata in montagna o appeso ad arrampicare qualche parete di roccia.
Mi piace sperimentare cose nuove e cercare di uscire dalla quella maledetta/bellissima zona di comfort.

Quando hai iniziato a programmare?

Mi sono avvicinato alla programmazione nei primi anni di scuola superiore. Per qualche strano motivo avevo scelto un indirizzo informatico anche se non ero (e non lo sono ancora) il classico nerd che passava le sue giornate attaccate al computer a giocare a qualche videogame, niente di male in questo ma non è la cosa che mi caratterizzava. Le mie prime righe di codice penso che siano state per fare qualche piccola pagina HTML, linguaggio che non mi hai mai appassionato.

L’anno successivo poi per farci avvicinare alla programmazione e al problem solving ci diedero da fare un programma in cui con dei piccoli comandi dovevi portare una coccinella fino all’uscita del labirinto, niente di impossibile ma molto utile per iniziare. Più tardi iniziammo con la programmazione ad oggetti con C# e successivamente Java, i quali mi intrigarono molto di più rispetto all’HTML.

Che percorso hai fatto?

Sono sempre stato un grande appassionato di tecnologia, quando avevo 15 anni conoscevo le caratteristiche di qualsiasi smartphone sul mercato. Quando presi il mio primo smartphone, un Galaxy Nexus, iniziai a “moddarlo” in qualsiasi maniera. Cambiavo rom quasi ogni giorno e cercavo di ottimizzare al massimo per avere le ultime funzionalità rilasciate, ai tempi ero un gran fan del mitico Franco Kernel, e della cyanogen mod.
Nel 2014 quando dovevo fare la tesina per la maturità ho pensavo di realizzare un piccola applicazione mobile per la mia società di atletica dove visualizzavo i risultati delle gare.

Questo è stato il mio primo approccia alla programmazione in autonomia, fuori da quello che erano i piccoli programmi fatti a scuola.
Finita la scuola decisi quasi per caso di continuare iscrivendomi ad un corso di Ingegneria Informatica, io non ci volevo nemmeno tanto andare all’università ma avevo già superato il test a fine del 4° anno di superiori e quindi decisi di intraprendere questa via.

Alla fine questa via mi convinse più del previsto tanto che alla fine della laurea triennale decisi di continuare anche con quella magistrale. Mentre andavo all’università mi è sempre piaciuto fare altro, in primis ho iniziato a scrivere degli articoli per un sito di tecnologia online, così oltre ad informarmi (cosa che già facevo) riuscivo a dare una mia opinione e parere sulle novità. Con questa esperienza conobbi un ragazzo col quale iniziammo un progetto startup di un applicazione per gestire il problema del parcheggio.

Io ero principalmente responsabile dello sviluppo Android dell’applicazione ma essendo una startup facevo anche tutto quello che era necessario. Grazie a questa esperienza ho potuto partecipare a moltissimi eventi e conoscere un sacco di persone che mi hanno fatto crescere sia professionalmente che personalmente.

In tutto questo nei weekend avevo iniziato a lavorare come cameriere per riuscire a pagarmi alcune spese.

All’ultimo anno di università inizia a lavorare per Booming Lab (la società dove lavoro attualmente). Inizialmente non era nemmeno questo il nome della società, iniziai come Android Developer su un progetto di un social network per i gruppi, un’idea interessante ma che dopo circa un anno svanì.

Decidemmo di fermarci e ripartire con nuovi progetti, prendendo il buono che avevamo fatto e realizzammo diversi tool e applicazioni sia nostre interne che per clienti esterni.

Tra le varie applicazioni realizzammo EmojiUp, un’applicazione per le emoji che ora conta più di 2.5 milioni di download.
Al momento seguo la parte di sviluppo e prodotto di EmojiUp.

Che linguaggi conosci?
Java, Kotlin, Python, SQL, Typescript, NodeJS, C#.

Che ne pensi del lavoro da remoto?

Penso che sia davvero utile e sono a favore. Molto spesso è inutile recarsi in ufficio se poi devi passare le tue 8 ore in silenzio davanti al pc, al contrario può essere davvero utile andare in ufficio se c’è bisogno di avere un confronto diretto e fare brainstorming.


Non dico che questo non sia fattibile da remoto (noi abbiamo costruito un prodotto da zero in piena pandemia) ma bensì a mio parere è più stimolante per dei lavori creativi.

Di cosa ti occupi attualmente?


Attualmente seguo lo sviluppo del prodotto Emoji Up a 360 gradi. In maniera particolare il mantenimento dell’applicazione Android, e la realizzazione di una nuova piattaforma web di gestione di hyperlink pensata per il Web3 che vi racconterò più avanti.

Qual è il futuro dell’informatica secondo te?

Nell’ultimo periodo c’è un grande interesse per quello che sarà il Web3 e la decentralizzazione. Sicuramente una svolta importante che ribalterà molti dei costrutti su cui si sono fondate e arricchite molte aziende nel Web 2.0.

Si tornerà agli albori di quello che era il web con il concetto di community al centro e soprattutto una gestione dei dati e informazioni gestiti direttamente dall’utente proprietario.

Non da meno sarà l’evolversi del campo rigurdante l’intelligenza artificiale che toglierà alcuni lavori ripetitivi che a mio parere sono alienanti per l’uomo.

Dove va l’opensource? Perché è importante?

Opensource vuol dire in primis sicurezza e sembrerò ripetitivo ma credo che sarà fondamentale in questo processo di decentralizzazione del web.

Che ne pensi del metaverso?

Un bel giocattolo con cui speculare.

Sai che ho la fissa di cambiare il mondo un millimetro alla volta, tu fai qualcosa in merito?

Continuo a tenermi aggiornato e do il meglio di me in quello che faccio, avendo cura di non danneggiare me e gli altri. Essere sempre contaminato da nuove idee e avere il confronto con persone di diversi background mi fa stare bene e provo a condividere il massimo della mia conoscenza con gli altri.

Hai avuto un mentore?

No, diciamo che ho delle persone di riferimento in base a quello che vado a fare. Non voglio essere la copia di qualcuno, cerco di prendere il meglio dalle persone che reputo valide in certi contesti.

Hai un sogno nel cassetto, riguardante il software, che vorresti realizzare?

Sicuramente mi piacerebbe realizzare qualcosa di impattante e che abbia una riverenza a livello sociale ma al momento non ho un’idea ben precisa.

Come si fa a contattarti professionalmente?

Direttamente su LinkedIn o Twitter (@Perick95)!

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