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Solitudine

Elogio sempre il lavoro di squadra ma ci sono dei momenti in cui uno sviluppatore deve stare da solo: la prima analisi di un nuovo strumento per esempio, o lo studio di uno stabilito.

Occorre infatti che il coder trovi una propria intimità con quello che dovrà usare per lavorare.

Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato…

Albert Einstein

Occorre quindi studiare e sperimentare soli, scrivere codice di cui vergognarsi profondamente, senza che lo vedano colleghi e amici.

Serve provare con durezza, anche scrivendo codice spaghetti, senza test, senza buone pratiche, allo scopo di conoscere fortune e beghe del framework o del tool che volete apprendere.

A volte esce comunque qualcosa di carino: non fatevi intenerire e non fatene una repository: queste prove da fight club devono scomparire.

Alla fine delle sessioni di studio crederete di conoscere tutto perfettamente: normale essere soddisfatti ma siete probabilmente ancora all’hello world.

Al primo progetto ve ne renderete conto, avrete momenti di panico: gettatevi sul codice senza paura e vedrete insieme ai componenti del team che avrete studiato con grande profitto.

Ora l’interazione con il team vi servirà e farà progredire tutti insieme.

Buon coding.

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