a writing on the wall

Testardaggine

Una delle caratteristiche che mi ha sempre contraddistinto, e che nel mio lavoro è immensamente utile, è la testardaggine.

Spesso capita nel lavoro IT di bloccarsi su qualcosa che non riusciamo a comprendere, si legge la documentazione, si fa tutto come spiegato, ma quello che vogliamo non succede.

Si riprova, si legge meglio, e niente, non succede.

Si insiste ancora e niente, non succede.

Non v’è nulla di più testardo delle supposizioni e delle congetture

Victor Hugo

Una persona comune dopo trenta tentativi, per fare un esempio, smetterà, cercherà qualcun altro che sappia fare la cosa e che possa farla al posto suo. Demorderà.

Un programmatore no, insisterà finché non avrà compreso i più nascosti meccanismi di ciò che sta provando a fare, finché non arriverà un’illuminazione, qualcosa che lo porterà a risolvere la situazione.

Ed avrà imparato moltissimo da tutto questo.

A volte però la logica ci deve imporre una pausa: dormirci sopra spesso porta all’illuminazione, ad una strategia diversa, ad una soluzione non ipotizzata prima.

Quando risolvete un problema del genere, non tenetevi la cosa per voi: documentatelo e diffondete la cultura che tutti contribuiscono a creare.

Il nostro lavoro era molto più arido e difficile prima di internet, e anche se scherziamo sui developer schiavi di Stack Overflow o di Codepilot, questa cultura è quella che rende la nostra professione trasmissibile: ogni esperienza può essere tramandata.

Ricordate inoltre che spesso questi incubi da sviluppo dipendono dalla documentazione che ha tralasciato un dettaglio: cercate di evitare di commettere gli stessi errori quando ne scrivete una.

Ogni dettaglio che vi pare evidente, scrivetelo, a qualcuno potrebbe non sembrare così ovvio.

E rimanete testardi, mi raccomando.

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