La disillusione del World Wide Web

Lo scopo del World Wide Web è “aiutare la gente a lavorare insieme” secondo Tim Berners Lee, il suo ideatore. Uno strumento quindi più sociale che informatico.

Le potenzialità del mezzo danno infinite possibilità, alla specie umana intera, di migliorarsi ed evolvere.

L’umanità però è nota per la sua tendenza ad essere imprevedibile, e il WWW iniziò ad essere usato per i motivi più disparati, causando vari legittimi interrogativi sulla sua utilità complessiva.

I social network

Vennero i Social Network, e già nel 2016, Umberto Eco pronunciò la famosa frase, male interpretata come manifestazione della cultura elitaria:

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.”

Il tessuto sociale non era preparato alla potenza di Internet e del WWW, una tecnologia tanto potente necessita di una coscienza di massa, massa che già ebbe difficoltà con i media tradizionali come giornali, radio e tv.

I social network fiutarono l’affare del divide et impera tecnologico, e si diedero un personale decalogo:

  • Favorire l’ego del singolo
  • Rinchiuderlo in una bolla
  • Rendere le piattaforme tossiche, sfruttando un’addiction che prima non si era mai vista
  • Trattenere le persone in ring di reciproco litigio e scherno per aumentare le somme delle interazioni
  • Spremere dalle persone quanti più dati personali possibile
  • Favorire ogni forma di divisione, anche dalla ragione scientifica e logica
  • Influenzare le persone, commercialmente, ideologicamente, politicamente
  • Isolare le persone dal loro tessuto sociale, fornendo centinaia di amici illusori, sempre d’accordo
  • Annullare opposizioni, riducendo la visibilità di chi contesta la politica dei social stessi
  • Fornire la possibilità di avere ampio pubblico sponsorizzato a qualsiasi idea, di valore o meno

L’odio

Oggi si è giunti al parossismo. Non esiste argomento su cui qualcuno non vomiti odio, razzismo, sessismo, abilismo, fake news, sono all’ordine del giorno e gli strumenti per combatterle volutamente insufficienti. La privacy è inesistente e a poco sono servite le leggi europee in merito, anche se sono meglio di niente rispetto ad altre realtà.

I Social nonostante qualche impasse, come il caso Cambridge Analytica, continuano a spadroneggiare e a fungere da editori subliminali, dove invece non dovrebbero.

La tendenza è ovviamente sempre verso il male, finché funziona, anche se alcune comunità di persone si sono rese conto del trend, e chiedono una soluzione.

Ipotesi di soluzione

Tim Berners Lee ultimamente è schierato in un progetto dal nome Solid che dà priorità alla gestione di privacy e dati personali attraverso dei pods di informazioni gestite e tracciate con precisione dall’utente finale.

Per le fake news le iniziative interne ai social uscite di recente, sono abbastanza risibili.

Riguardo al contrasto dell’odio in rete le maglie dei social sono ancora larghe, anche se qualcosa su twitter si è visto.

L’unica soluzione plausibile però non può venire dai grandi attori, come i social, che ci hanno portato a questa situazione, serve un movimento popolare che colpisca dove più fa male, obbligando i protagonisti del WWW ad una svolta civile.

Un modello sperimentale

4GoodCause introdurrà un social network di nuovo tipo, in cui violenza, addiction, manipolazione e sfruttamento dei dati personali, lasceranno il posto a condivisione, partecipazione, diffusione del sapere e delle buone azioni e cause.

Non pensiamo di sopraffare i social network tradizionali ovviamente, ma saremo un laboratorio di ottime pratiche, utilizzando le tecnologie moderne al massimo per applicarle.

L’intelligenza artificiale di 4GoodCause, ASTREA, modererà come prima linea di difesa post e commenti del nostro social, i link inseriti nel social andranno a far parte di una base dati, disponibile come motore di ricerca pubblico, di siti “no-rage”.

L’intera piattaforma avrà un contesto fortemente etico e civile, speriamo che i nostri sforzi portino ad un esempio di cosa si potrà fare un giorno in rete, debellando il mostro che rappresenta l’oggi.

Portando avanti il mondo, di almeno un millimetro.

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