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Niente scuse

Quando la situazione in azienda si fa un po’ tesa, sono stati chiesti traguardi irraggiungibili, i task assegnati hanno dubbia utilità per chiunque ma sono ritenuti urgenti, o semplicemente parte del team è stanco o in burnout, qualche manager illuminato viene fuori col metodo “nessuna scusa”, non hai raggiunto il tuo target? Punizione cadrà su di te e la tua progenie!

Io sono molto favorevole al metodo “niente scuse”, ma declinato diversamente: ci sono degli obiettivi che non sono stati raggiunti? I manager devono interrogarsi e capirne i motivi. Non chiedendo al team di inventarsi una scusa, né incolpando questo o quello, o peggio punendolo. La colpa è sempre dei mandanti, mai degli esecutori.

Ecco una serie di domande da porsi tra i C-Level per capire cosa è andato storto:

Abbiamo esagerato con delle richieste alle risorse, con tempi inadeguati, abbiamo fatto troppa pressione?
Gli obiettivi che ci siamo posti, sono stati comunicati bene al team di sviluppo? Abbiamo dato un perché e una vision degli obiettivi? Siamo andati oltre alla semplice richiesta di esecuzione?
Il lavoro è stato frammentato da episodi non previsti, che hanno reso impossibile concluderlo serenamente?
L’analisi era corretta e la scadenza realistica?
Il lavoro è stato assegnato ad un elemento recentemente sotto eccessiva pressione, reduce da un traguardo importante o sottoposto di recente ad uno stress da fallimento, a cui è stato spiegato bene il significato del task?
Gli obiettivi del task sono chiari almeno a noi? Siamo certi che non stiamo sottoponendo il team ad una lavorazione inutile che diventa automaticamente scomoda, non considerata di valore, non premiante?

Da queste domande, ed altre che verranno in mente confrontandosi, senza nessuna scusa, i manager devono prendersi le proprie responsabilità e riformulare se necessario il task, i tempi, la roadmap.

Senza cospargersi la testa di cenere, i manager riformuleranno le richieste con le decisioni prese, e valideranno se tutto è stato fatto nel modo migliore alla scadenza successiva. Tra esseri umani funziona così, non ci sono dogmi da seguire, né scuse da presentare.

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