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La notte

Chi non ha mai lavorato una notte per finire un progetto, per quella feature che hai in testa, per una cosa che appassiona o perché “ah ecco come si risolve quel problema!” alzi la mano.

Ieri sono capitato in un tread sui social in cui qualcuno definiva il lavoro notturno da “workaholic” o peggio, da sfaticato in ritardo con le consegne, postponista, malvagio.

Sinceramente penso che ognuno debba fare quello che vuole e quando vuole, dando il massimo quando gli viene meglio.

Personalmente amo le sessioni di lavoro nottambule, con zero distrazioni familiari e sociali, anche se non le faccio spesso.

Mi sono chiesto cosa renda la notte speciale: staccare le notifiche dai dispositivi, chiudersi in una stanza insonorizzata e buia, non è sufficiente a riprodurla, lavorativamente parlando: certo magari si hanno meno distrazioni, ma il focus assoluto che si ha di notte non si può raggiungere comunque.

Mi è capitato di fare pair programming con colleghi oltreoceano, loro appena svegli di mattina presto, io a notte inoltrata: pur con la distrazione delle quattro mani, il focus era altissimo.

Immagino sia qualcosa che riguarda il ritmo del corpo e che nulla possa essere fatto per ottenere il medesimo beneficio di giorno.

Una delle mie caratteristiche è che riesco a concentrarmi in modo assoluto anche in ambienti impossibili: potrei sviluppare software in discoteca se ne fossi obbligato. Eppure il focus notturno resta impareggiabile: le mie capacità di concentrazione di notte vengono naturali.

Per sei mesi della mia vita, una decina di anni fa, ho usato il metodo del sonno polifasico. Avevo impellente bisogno di portare a termine dei progetti e rinunciai perciò al sonno tradizionale per ottimizzare i tempi.

Il sonno polifasico dopo qualche mese induce una sorta di trance lavorativa che si avvicina al focus notturno, i ritmi del corpo cambiano e con essi anche il modo di concentrarsi e di affrontare la vita.

Ebbene, anche con il ritmo devastato dalla pratica polifasica, la notte resta la miglior consigliera.

E voi? come sono le vostre sessioni notturne? Concentrazione o sbadigli?

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