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Intervista a Kristian Ruggeri

Mi presento

Ciao, mi chiamo Kristian Ruggeri, nella vita lavoro come Mental Coach, Leadership Empowerment, founder di InSinergiaHCS, padre e marito (interessante come queste poche parole, volendo, si potrebbero trasformare in ore di racconti ðŸ˜Š ).

Cosa è InSinergiaHCS? Cos’è NEEL?

InSinergiaHCS è una startup che mira a migliorare il campo della crescita personale e leadership. Questo campo segue regole auto dettate e questo ha creato poca fiducia, si ha paura di incontrare fuffa e molto spesso questa paura è purtroppo fondata.

Noi vogliamo inserire un modello che non lascia dubbi sulla qualità dei nostri prodotti, ci ispiriamo alla scuola e ci prefiggiamo anche di dare il nostro contributo per migliorarla in futuro.

Ci occupiamo delle persone, in special modo delle nuove generazioni e dello sviluppo delle loro potenzialità.

“In sinergia” si riferisce al lavoro insieme. Era una parola che usavo molto spesso con i miei clienti all’inizio. Quando loro mi chiedevano esplicitamente: “risolvimi questo problema” io rispondevo che da solo non risolvevo niente “io non ho la bacchetta magica” è la cosa che ho detto più spesso nella mia carriera da mental coach e l’ho messo anche come prima frase nella descrizione sul mio profilo LinkedIn.

Se chiedi aiuto a qualcuno, devi aspettarti di lavorare insieme, in sinergia appunto.

A quel punto ho voluto chiamare la mia attività come freelance“InSinergia”, in modo che chi mi contattava aveva già la risposta prima di fare la domanda ðŸ˜Š

La mia attività si concentra sullo sviluppo delle potenzialità delle nuove generazioni, i ragazzi, e nasce da un bisogno personale, come spesso accade.

Da ragazzo avevo la costante percezione che in me c’erano delle potenzialità che potevano farmi volare alto, solo che non sapevo come cercarle, trovarle e svilupparle. Un bel problema se chi ti è a fianco, famiglia e scuola, non ti insegnano neanche minimamente a farlo.

Il problema, nonostante la nostra società sia progredita in modo esponenziale, è rimasto tale e quale.

Non se ne parla abbastanza. I ragazzi, allora come oggi, se non riescono ad esprimere le proprie potenzialità, possono fare scelte sbagliate, spesso MOLTO sbagliate anche a livello comportamentale.

A me è successo, e quando sono finalmente riuscito a capire quali erano le mie potenzialità e in seguito a svilupparle, mi sono ripromesso che avrei fatto il possibile per aiutare i ragazzi a non soffrire per questo stesso motivo.

Ho seguito questa mission con il coaching one-to-one finché nel 2020, in piena pandemia, dopo aver capito che non avrei più potuto aiutare i ragazzi nel solito modo, ho capito che mi si poneva l’opportunità di aiutarne tanti tutti insieme, bastava solo pensare come e la soluzione online mi è stata subito chiara.

Ho iniziato a pensarci e senza neanche accorgermene, ad un certo punto, eravamo in 2 a pensarci, poi 3, poi 5.

Dopo il nostro pensare si è aggiunto al nome già esistente l’acronimo “HCS” Human Centric School.

InSinergiaHCS conterrà dei percorsi, sotto forma di scuole, tematici e, proprio come a scuola, ogni corso sarà tenuto da un docente (professionista del settore) diverso.

La mission di InSinergiaHCS è accompagnare le nuove generazioni nella ricerca e sviluppo delle proprie potenzialità, con piattaforme online di formazione su specifiche Human Skills, con lezioni tenute dai migliori professionisti e Coaching dal vivo in azienda e one-to-one. Per creare tutti insieme un futuro migliore fatto di persone e leader più consapevoli.

La prima scuola si chiama NEEL (New Era Engaging Leader) ed è una piattaforma di e-learning (una scuola) per giovani imprenditori che vogliono imparare a guidare le persone del loro team. La scuola dei leader della nuova generazione. 

La mission di NEEL è accompagnare le nuove generazioni di imprenditori nello sviluppo delle loro potenzialità come leader d’azienda. Per guidare e ispirare le persone del loro team. Per creare un futuro fatto di leader più consapevoli.

Ho detto che ci ispiriamo alla scuola proprio per la decisione di affidare ogni corso ad un professionista diverso, proprio come avviene a scuola: ogni materia ha un docente diverso e specializzato in quella materia.

L’unica pecca (a mio avviso gigantesca) della scuola è che è totalmente priva di percorsi che mirano a sviluppare le potenzialità umane, oltre alle competenze ed è proprio lì che vorremo dare il nostro supporto, con il tempo.

Sai che voglio cambiare il mondo un millimetro alla volta: dimmi come lo stai cambiando tu

Si lo so bene e mi piace molto questo tuo statement ðŸ˜Š

Non ci ho mai pensato a quantificare i miei passi verso il miglioramento del mondo, però posso dire che mi sto impegnando a cambiarlo una persona alla volta e una scuola alla volta.

È poco metaforico forse ma è così che voglio farlo

Le arti marziali e la tua attività agonistica, cosa hanno portato di bene e di male nel tuo lavoro?

Il mindset dell’allenamento di sicuro.

L’unico corso che mi sono sentito di tenere sulla piattaforma NEEL riguarda proprio il mindset vincente, per affrontare le sfide di tutti i giorni.

Specialmente dopo la mia esperienza internazionale, mi sono messo li e ho estrapolato un processo divulgabile di 6 step. Le 6 caratteristiche principali che devono essere presenti in un mindset vincente.

La cosa che mi sono portato dalla mia attività agonistica è la preparazione, i risultati si ottengono in allenamento per portarli in gara. C’è un detto a cui sono molto legato che dice; le gare si vincono in allenamento, in gara ci vai solo per ritirarle. Fantastico! Ed è vero!

La preparazione è tutto, la preparazione alle strategie, conoscere le proprie debolezze, le proprie forze, lavorare, migliorare e tutto assieme ad una macchina perfetta che parte dall’allenatore (il mio maestro in questo caso) e va fino a chi ti guarda e ti da consigli e feedback, passando per lo sparring partner. 

Tutto deve girare bene perché funzioni e questo è anche un mio difetto.

Sono abituato a lavorare con persone che dedicano anima e corpo in quello che fanno (in ambito sportivo) e ho visto che spesso in ambito lavorativo devo incitare ad avere questo tipo di mindset e questo a volte mi rende, diciamo, troppo presente ðŸ˜Š

Specialmente in questo momento in cui siamo in bootstrapping (ci finanziamo noi senza prendere un euro ahimè) mi piacerebbe che girasse tutto come nel team sportivo e questo spesso mi fa stare male.

Però sono abituato a osservarmi e osservare quello che accade attorno a me e ho imparato a creare dei compromessi.

Nel primo team questa cosa mi ha fatto stare parecchio male, in questo secondo team siamo già partiti con i presupposti giusti in fase di recruiting e al momento ci stiamo trovando bene.

In sostanza è un’altra cosa che ho portato dallo sport alla vita: migliorarmi e migliorare continuamente, non accontentarmi della mia condizione del momento.

Anche per la mia startup ho gli stessi parametri, ho già in mente come sarà tra dieci anni ed è bellissima ðŸ˜Š

Che bias hai incontrato nella tua professione? Come li combatti?

Ti parlerò dei miei Bias cognitivi, o almeno quelli di cui mi rendo conto.

Difficile che mi sfugga uno dei miei bias, se mi sfugge vuol dire che non avevo voglia di lavorarci su in quel momento.

Ma non è che non mi sfuggono perché sono il Nembo Kidd dell’autoriflessione, ma perché nella mia formazione siamo stati stressati sull’auto applicazione delle strategie che imparavamo e questo mi è rimasto come condizione naturale, sono in costante auto-check.

Un bias che si presenta spesso è il credere di sapere quello che pensano i miei potenziali clienti, specialmente se corrispondono a determinate caratteristiche.

Per esempio se 3 clienti provenienti da Bologna mi hanno trattato in modo simile e negativo a mio discapito, può succedere che generalizzi fino a non accettare più clienti di Bologna perché inizio a pensare che “tutti a Bologna hanno quella tendenza”.

La nostra mente tende a difenderci e crea questi bias apposta per non cadere centinaia di volte nella stessa trappola/errore.

Questo per me assomiglia troppo a una zona di comfort ed essendo un distruttore di zone di comfort seriale, non posso permettere che accada.

Allora cerco di creare delle condizioni diverse per confutare il mio stesso bias.

Per esempio se la maggior parte del campione preso in esame era di sesso maschile, inizio a rivolgermi e ad accettare solo clientela di sesso femminile per poi ritornare a un equilibrio di genere ðŸ˜Š

È possibile anche che continui ad accettarne ad ignoranza finché non trovo il cliente che confuta il bias, dipende. Questo è uno dei lavori più difficili da fare su sé stessi, indipendentemente se sei un Coach o no.

Questa testardaggine è anche la stessa che ho quando nello sport non riesco a fare qualcosa. Appena si affaccia la vocina che dice “non ce la fai, non fa per te” devo trovare il modo per farcela.

Abbiamo registrato un corso sulla delega insieme in Sicilia: come è stata questa esperienza per te? Trovi corretta l’idea di registrare tutto come un nomade digitale?

Intanto il corso che abbiamo registrato è il migliore in piattaforma, proprio perché ho voluto approcciarmi con uno stile diverso rispetto agli altri due. Diciamo che è stato un test su molti fronti.

Prima di tutto il test del viaggio.

Intanto a me piace viaggiare, ma non tanto per i luoghi da visitare, ma proprio per il viaggio in sé. Adoro i viaggi in treno, sono continuamente con gli occhi fuori dal finestrino e la musica nelle orecchie.

Mi affascinava anche il fatto di conoscere qualcuno che non si era mai visto e costruire qualcosa insieme in due giorni.

Tutte queste cose sono state validate, il viaggio mi è piaciuto un sacco e la compagnia ancora di più, la registrazione e la collaborazione in quei due giorni è stata super stimolante. Scegliere i dettagli insieme al professionista è una cosa che assolutamente voglio mantenere. Ovviamente se le restrizioni me lo permettono.

L’altro test è stato proprio la collaborazione attiva del professionista (che in questo caso eri tu).

Abbiamo scelto insieme argomenti, ambientazione e dettagli video. Mi piace essere parte attiva e creativa di questo processo.

In sintesi è stata un’esperienza super positiva da ogni punto di vista ed essere “nomade digitale” mi fa essere parte di un processo che adoro, quindi si, lo trovo corretto e lo consiglio anche a chi fa cose simili.

Come si compra un corso di NEEL? Riferimenti?

Innanzi tutto si va sulla landing page di NEEL School, da lì si segue il pulsante CTA “SCOPRI NEEL” e si arriva in piattaforma dove si ha una panoramica su corsi e testimonianze.

Da questa pagina si sceglie il corso che ci interessa e ovviamente il corso sulla delega è quello venuto meglio al momento, come qualità e informazioni e lo dico anche se uno dei corsi “IL MINDSET” l’ho tenuto io.

Il corso sulla delega ha qualcosa in più proprio perché è stato fatto e creato a più mani. I corsi costano 28,54€. Quando dalla pagina principale si clicca sul corso si viene indirizzati nella pagina del corso dove ci sono tutte le informazioni sul professionista, una preview del corso che corrisponde a una lezione e il pulsante di acquisto.

Proprio l’altro giorno mi facevano notare che sarebbero da vendere a più di 100€ l’uno e sbagliavo a tenerli così bassi. Io penso che debbano essere facilmente accessibili, specialmente adesso che ancora nessuno ci conosce e quindi non conosce neanche la qualità di questi corsi, il prezzo deve incentivare a fare una prova, abbiamo in programma di migliorare di molto sia la qualità video che altre cose e puntare sempre in alto nei contenuti e un utente all’inizio deve essere incentivato più che allontanato.

Noi non vogliamo rivolgerci a un pubblico per vendere, noi vogliamo rivolgerci a un determinato pubblico per cambiare le cose, è una sottile differenza che cambia un sacco di cose anche a livello strategico.

Grazie Kristian.

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