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Vendere un libro: Intervista a Rodolfo Monacelli

Chi sei? Cosa fai nella vita?

Ciao Ricardo. Mi chiamo Rodolfo Monacelli e sono un marketer specializzato nel settore editoriale e librario. In poche parole, aiuto scrittori e autori a promuovere il loro libro sul web.

Ho intrapreso questo percorso dopo aver lavorato con molte case editrici italiane nel settore “media e stampa”.

A un certo punto, però, arrivò la crisi economica del 2011 e perdo il lavoro. Sinceramente, mi ricordo ancora oggi l’angoscia che provai: cosa dovevo fare? Ricominciare a mandare curriculum a 36 anni?

Presi una strada diversa: sfruttare, e ampliare, le competenze che avevo acquisito in quegli anni e creare un progetto personale. Prima di farlo, però, deciso di aumentare le mie competenze, frequentando corsi dal vivo, corsi online e consulenze dei più importanti esponenti del marketing online (come Luca Mastella, Veronica Gentili, Giacomo Freddi, Valerio Fioretti).

Apro dunque il mio sito, vendereunlibro.com, dove inizio a vendere corsi sulla promozione libraria.

Attualmente ho ampliato i servizi del mio sito vendendo non solo corsi ma anche servizi editoriali e di marketing, avvalendomi anche della collaborazione di esperti del settore.

Come si aiuta uno scrittore non fiction a emergere?

Per uno scrittore non fiction è paradossalmente più semplice di uno scrittore fiction emergere.

Per diversi motivi: innanzitutto, perché con un libro non-fiction devi “semplicemente” risolvere un problema, qualcosa che chi ti legge non sa fare ancora e che tu puoi insegnargli.


Consiglio sempre ai miei clienti di “non risparmiarsi”. In altre parole, molti pensano di non dire tutto quello che si sa perché, in questo modo, poi gli utenti si rivolgeranno a loro acquistando prodotti e servizi.


Ma questo è un ragionamento sbagliatissimo! Infatti, perché si dovrebbero rivolgere a una persona che nel proprio libro scrive soltanto concetti risaputi, banali e scontati?

Piuttosto, bisogna scrivere nel libro tutto quello che si sa e una buona percentuale di chi ha acquistato il libro poi si rivolgerà all’autore perché comunque non saprà farlo, o non otterrà gli stessi risultati, o non ne avrà il tempo o la voglia.


E questo vale per qualsiasi settore. Facciamo un esempio:


Immaginiamo di voler dimagrire. E compro due libri sulla dieta mediterranea.


Nel primo libro ci sono cose che tutti sanno e che si trovano anche su Google.


L’altro libro, invece, è molto più approfondito, inserendo al suo interno anche diete giorno per giorno.

Se decidessi di farmi seguire da un dietologo, a quale dei due autori mi rivolgerei? Io non avrei dubbi.

Un altro elemento importante è scegliere bene una nicchia, e non scrivere un libro troppo generico.

Nell’esempio di prima, non ho scritto a caso “dieta mediterranea”. Scrivendo un libro su questo argomento, infatti, mi rivolgerò solo a chi cerca una dieta mediterranea e non, in maniera generale e indistinta, a tutti quelli che vogliono dimagrire.

Questo vuol dire che avrai molti meno concorrenti e d’altra parte, sarà molto più facile diventare leader di mercato della “dieta mediterranea” (chiaramente questo è solo un esempio e vale per tutti, ma veramente tutti, i settori).

Un ultimo elemento importante è che il libro non fiction deve essere uno strumento di marketing, quindi non bisogna vergognarsi di vendere, anche all’interno del libro. 

L’importante è che non sia una vendita messa lì a caso, ma integrata all’interno del libro e collegata, per esempio, a un argomento di un singolo capitolo. Inoltre deve essere sempre messa in evidenza.

Quello che consiglio è di promuovere una consulenza gratuita (nel caso della vendita di servizi) o di un prodotto a basso costo.

Sai che la mia fissa è “cambiare il mondo un millimetro alla volta”. Tu fai qualcosa a riguardo?

Ti dico la verità, Ricardo. È un po’ anche la mia di fissa.

Da giovane pensavo di cambiare il mondo, ma ho scoperto che è molto più semplice cambiarlo un passo alla volta.

Nel mio caso, da un punto di vista lavorativo penso che i libri, di qualsiasi genere e settore, riescano a rendere il mondo un posto più bello in cui vivere.

Perché sviluppano senso critico nelle persone che li leggono e ti lasciano, sempre in ogni caso, qualcosa. Qualcosa che prima non sapevi e che, dopo la lettura, sai.

Per questo motivo, è veramente un peccato che molti autori pensino di vivere ancora nel Novecento: quando per vendere un libro bastava il passaparola.

Oggi abbiamo a disposizione, e a costi accessibili a quasi tutti, degli strumenti che ti permettono di raggiungere le persone interessate all’argomento di cui parliamo nel nostro libro.

Perché non utilizzarli?

Da un punto di vista personale, ormai da qualche anno, invece ho adottato una mia personale metodologia: non vergognarmi mai di ciò che sono, al di là degli interessi personali.

Questo, nella pratica, vuol dire supportare sempre le battaglie in cui credo e dire ciò che penso.

Che bias hai incontrato nella tua professione?

Il bias cognitivo degli autori di libri avviene soprattutto nella percezione del valore del loro libro.

Il loro libro è sempre unico, originale, fantastico, un capolavoro.

E, quindi, se non riesco a vendere quanto si aspettano sono sicuramente vittime di un complotto o, peggio “le persone non capiscono niente e comprano soltanto roba di poco valore”.

Non sempre è vero, anzi direi quasi mai. Mi sono trovato di fronte a libri banali e che non condividono nessun tipo di valore.

Ma per gli autori si tratta di un capolavoro, e quindi se non si vende è sicuramente colpa di qualcun altro, e non si impegnano per migliorarne la qualità.

Come si fa a contattarti professionalmente?

In vari modi: innanzitutto, andare a visitare il mio sito web:

logo-vendere-un-libro-campagna
vendereunlibro.com

e poi prenotare una consulenza gratuita a questo link: https://bit.ly/consulenza-rodolfo

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