pexels-photo-1652340

Un vecchio

Ultimamente ho notato vari post simili che evidenziano come eroica la scelta di assumere un senior ultracinquantenne.

“Le risorse umane non lo volevano quel vecchio, ma io ho lottato e ho vinto”

Personalmente ricevo continuamente offerte di lavoro, forse le risorse umane delle aziende che mi contattano non hanno tutti i pregiudizi che il nostro eroe ha trovato nella sua?

Quando avevo vent’anni ero abbastanza sicuro di non arrivare ai cinquanta: sarei morto in qualche incidente stupido ed eroico alla James Dean prima.

Poi crescendo ti rendi conto che l’alternativa ad invecchiare è peggiore, ti adatti al mal di schiena, nel mio caso al diabete, ti senti improvvisamente più saggio e distribuisci consigli richiesti o meno sul lavoro.

Quello che hai vissuto e costruito ti è piaciuto: inizi a pensare di inventare l’immortalità finché sei in tempo.

Hai vissuto quando per cercare un amico bisognava suonare a casa sua: sai che non esiste niente di impossibile, hai visto centinaia di cose impossibili realizzarsi. Ne hai perfino realizzata qualcuna, piccola.

Il lavoro difficilmente ti sorprende o ti mette ansia: le situazioni spesso ripetitive le hai vissute centinaia di volte. Hai imparato anche a gestire meglio le persone che ti circondano, sei meno arrogante.

Non ti stanchi più: ormai le attività aziendali sono nel tuo DNA, i tuoi atomi sono cambiati troppe volte perché un cambiamento ti stupisca: cambiare linguaggio, processi di lavoro, team da gestire, argomento, è una cosa naturale e di routine.

Senti il bisogno di trasmettere queste esperienze infinite: le scrivi, le racconti. Io lo faccio qui sul blog.

Io, un vecchio, 52 anni domani.

Lascia un commento