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Democrazia

Elogiamo la democrazia finché non viene eletto un perfetto idiota.

La fortuna della democrazia è appunto che c’è libertà di parola e se l’eletto è un’idiota possiamo prendercela con lui, col popolo bue, con l’ignoranza e col destino infame.

Ieri in una democrazia molto easy, un televoto, si è votato per far vincere qualcuno all’eurovision song contest, una manifestazione musicale europea.

A me piaceva la cantante Lituana, ma non mi sono stupito né scandalizzato per la vittoria della band Ucraina.

Dovevano vincere i due italiani? Non hanno fatto la miglior performance di sempre.

Dopo la trasmissione sono andato a letto tranquillo: ma subito la possibilità democratica di dire la propria opinione ha sconfinato come sempre nella polarizzazione, chi avrebbe fatto vincere Gigliola Cinquetti, chi avrebbe dato il premio a Putin (in effetti ha cantato molto, e non sarei contrario se si desse alla Trap e smettesse di fare il dittatore da quattro soldi) e cori numerosi sull’opportunità persa di far perdere l’Ucraina, magari anche in guerra, che ci siamo rotti delle bollette alte.

Ma il pubblico ha deciso di far vincere una band capitanata da uno con un cappello rosa. Subito Pillon farà una predica sulla deriva gender.

Ogni giorno lo sappiamo, serve far polemica su qualcosa. Smesso il vestito da stratega militare il nostro eroe di Facebook ha indossato quella di fine conoscitore di strategie mediatico-musicali durante la guerra.

Subito articoli che mostrano la “propaganda boomerang dell’Ucraina all’eurovision”, “Laura Pausini entra nella NATO”, “Putin doveva avere il contraddittorio”, “e allora i Marò”.

Mal sopporto sta roba sui social, quindi mi sono eclissato e sono andato al lungomare di Catania a passeggiare.

Poi stasera la rivelazione: la timeline del fediverso.

Dell’eurovision song contest, non gliene frega niente a nessuno.

Ripulite la vostra timeline: cambiate social, vi aspettiamo su Orwell.fun: il nostro fediverso

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