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Lettera ad un amico esausto

Amico mio, quando abbiamo parlato oggi, non sapevo che soluzioni darti.

Ti senti stanco, bloccato, perfino la tua autostima va scemando.

Ho scritto qualche volta di burnout, e come nell’articolo, se sapessi come risolverlo sempre ed in ogni occasione, sarei ricco ed avrei scritto un metodo a riguardo.

I consigli però dell’articolo li ho riletti e sono tutti ancora validi. Avrei dover avuto la prontezza di spirito di ricirdarmeli oggi mentre discutevamo.

Ti ho consigliato di fare qualcosa d’altro: mi pare comunque un consiglio positivo. Staccherai un po’ dalla solita opprimente routine: spero che ti sia utile.

Esiste una stanchezza dell’intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo, e non è inquieta come la stanchezza dell’emozione. È un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l’anima.

Fernando Pessoa

Ho ricordato questo piccolo ritaglio di Pessoa, riflettendo su quanto mi hai confidato. Mi pare che centri in pieno il tuo problema.

Non è il fisico a risentirne ed anche lo spirito va abbastanza bene: è l’anima ad essere scontenta e l’unico modo di ripristinare un’anima è farla tornare bambina.

Coltiva il bimbo che hai dentro: gioca, divertiti, impara.

Corri e ridi, riempi i task di burla e sberleffi, e quando avrai trovato lo sfogo divertente, forse potrai finalmente tornare adulto ma non troppo, e completare ogni sfida.

Spero che tu ci riesca e che ne ottenga tante soddisfazioni.

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