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Burnout

Una condizione che prima o poi si incontra nella propria carriera, è il senso di spossatezza e incapacità di lavorare tipica del burnout.

Le persone molto competitive come il sottoscritto, tendono a soffrirne varie volte nella propria vita: la condizione può essere molto distruttiva ed è quindi da evitare in ogni modo.

Come manager di un team, sono tenuto a evitare non solo il mio burnout, ma anche quello di tutti quelli che lavorano con me.

Sintomi

I task iniziano a pesare più del solito, si accumulano, ogni nuova richiesta vi infastidisce, tendete a spazientirvi.

Al lavoro non siete molto produttivi, siete ansiosi, il cervello non lavora come dovrebbe, non prendete mai pause perché siete indietro: questo loop peggiora il vostro stato mentale.

Fate straordinari, anch’essi improduttivi, vi punite della poca produttività con altro lavoro, il lavoro non vi riesce e vi deprimete ancora di più.

La cura

Non ce l’ho ovviamente o chiuderei ogni altra attività e venderei quella.

Il gioco

Giocare è una delle attività umane più importante e sottovalutate.

Quando mi accorgo di combinar poco per via della stanchezza, abbandono ogni ansia e gioco: mi sono inventato dei giochi personali, alcuni riguardano anche il lavoro.

Uno si chiama “ammazza il cattivo”: prendo il task più fastidioso e che odio di più in tutta la timeline e lo eseguo controvoglia ma con costanza; fatto anche male se non riesco a far di meglio. Una volta ucciso il cattivo proverò un senso di sollievo. Basterà a affrontare un altro cattivo? Vediamo.

Quando si è stanchi ed annoiati, la mole di task sospesi sembra incombere di più sulla nostra testa: non si riesce a decidere da dove cominciare. Ci si sente oppressi. Io in questo caso tiro dei dadi: scelgo un task a caso e lascio che sia il destino a sbrogliare la matassa. Fatto un task se ne fa un altro.

I rapporti sociali

Aiuto gli altri. Questo gioco paradossale in cui chi è indietro aiuta chi è in vantaggio, consente di staccare dai propri guai e rendersi utili con i problemi altrui. Ne uscirete con una mente più fresca e pronta a riprendersi.

Faccio call e riunioni: di solito queste attività poco appetibili ma a basso impatto cognitivo sono poco piacevoli, ma il dover interagire in gruppo con altri distrae dai propri problemi.

Studio cose nuove, che possono aiutarmi a rivolvere dei task indirettamente. Il focus resta sul lavoro: il nemico va sconfitto sul campo di battaglia, una ritirata non servirà.

Lo so, vi aspettavate che vi consigliassi di fare una vacanza, di leggere, di ascoltare musica, di guardare un film, di fare all’amore: queste sono attività che dovete fare sempre, non dovete aspettare di essere stressati ed in burnout.

E voi come affrontate i vostri burnout?

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