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Cyberolympics.

Tutti noi siamo coinvolti nell’enorme evento sportivo di Tokyo, chi seguendo sport mai visti prima alle 3 del mattino, chi a ragionare sugli amori della nuotatrice più famosa del mondo, chi a discutere dei tempi andati in cui il canottaggio vinceva di più.

L’evento di Tokyo non si limiterà alle olimpiadi tradizionali, ma proseguirà , come ormai prassi, con le Paralimpiadi a partire dal 24 Agosto.

Gli atleti delle olimpiadi sono di certo degli eroi per la platea di telespettatori insonni che seguono le gare.

Gli atleti delle paralimpiadi non sono semplicemente eroi: sono supereroi.

Nella migliore tradizione Marvel vedremo persone dotate di straordinaria forza e carattere; dotate di accessori tecnologici degni dei film fantascientifici: c’è ormai una protesi adatta per ogni sport.

Sulle protesi la ricerca scientifica ha fatto tanto, ma si può fare ancora molto: dobbiamo arrivare al braccio bionico di Luke Skywalker, dobbiamo integrare l’hardware delle protesi con i più raffinati software e reti neurali; dobbiamo dare a queste persone arti perfino migliori rispetto a quelli originali.

La situazione ormai è tale da poter definire, una volta per tutte, queste paralimpiadi come cyberolimpiadi: una nuova specie fa sport nel nostro pianeta ed è parte umana e parte tecnologica. Questi atleti non hanno niente di meno rispetto a quelli olimpici: hanno dei potenziamenti, dei potenziamenti che sono destinati a diventare sempre migliori.

Gli atleti cyber sono gli unici che possono avere upgrade, esterni al loro allenamento.

Quindi invito tutti a seguire queste Cyberolimpiadi, seguire questi supereroi facendo le notti insonni, come stiamo già facendo ora.

I nostri cyber-atleti, di tutto il mondo, se lo meritano.

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