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Hype

Una startup difficilmente all’inizio ha qualcosa da mostrare: il prodotto è in sviluppo, magari è stata fatta qualche validazione con altri strumenti, ma c’è poco per far vedere davvero di che pasta si è fatti e come si vuole influenzare il mercato con le proprie tecnologie.

Qui il settore comunicazione prende il sopravvento e inizia a seminare l’Hype per il futuro prodotto. Ogni keyword che lo riguarda viene esaltata: termini come Intelligenza Artificiale, Blockchain, Internet of things, che vanno per la maggiore, usati a proposito o meno.

Non è un male: a patto che le promesse siano poi mantenute.

Se promettete la “next big thing” nel vostro settore, dovete avere presto modo di dimostrare che, come comandamenti delle startup impongono, avete una “next tiny thing” da validare sul mercato.

Avere una buona comunicazione è sempre importante: se promettiamo la luna e lo facciamo in tempi troppo brevi, il nostro prodotto soffrirà, il team di sviluppo dovrà correre, si accumulerà presto un debito tecnico, inizieranno a crescere malumori e problemi.

La comunicazione eccessiva può comunque essere utile, se si dimostra così efficiente da portare immediatamente denaro nelle casse, con business angel, fondi, raccolte in crowdfunding etc. Il denaro limita le sofferenze consentendo di investire sul team di sviluppo e velocizzando i rilasci del prodotto.

Si tratta quindi come sempre di una questione di bilanciamento tra quello che si vuole ottenere e il rischio che si decide di correre: nulla di male se non fosse per una questione di reputazione generale delle startup nel mondo, troppi infatti i casi in cui l’Hype è stato eccessivo e la startup si è dimostrata “fuffa”.

Personalmente credo che sia giusto promettere la luna e fornirne una in tempi ragionevoli, mostrando serietà e professionalità. Questo è un seme che, tramandato negli anni, porta a immagini aziendali solide, in stile IBM per intenderci.

Questa immagine non si costruisce lasciando binari separati nei settori aziendali: occorre una profonda sinergia tra sviluppo, prodotto, marketing, sales e comunicazione per ottenerla.

Lavoriamoci.

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