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Il dubbio

Sono sempre rimasto un po’ il bambino che chiede in continuazione: “perché?”.

Nel mio mondo, l’informatica, occorre chiederselo in continuazione, anche su decisioni prese tempo prima.

L’architettura del software non è un monumento, non è detto che debba restare uguale per sempre, anzi deve evolvere continuamente.

Tutti abbiamo però una vita, sul lavoro ci sono ansie, pressioni, stress e non tutto quello che vorremmo può essere fatto nel tempo che ci è concesso.

Ma ci è sempre concesso porci delle domande.

Io continuamente mi chiedo se le mie decisioni, allora ottime, siano ancora valide: se quell’ottimizzazione troppo rimandata è diventata necessaria. Se nel mio rapporto con il team sto trascurando qualcosa.

Ho scritto qualcosa di attinente parlando della curiosità. Un informatico deve essere permeato di curiosità, di dubbi, non dare mai niente per certo e per scontato.

Quando mi approccio ad un problema, cerco di farlo da “vergine”, se ne ho già affrontato uno molto simile, ed è probabile dopo tanti anni di carriera, non mi adagio sulla soluzione già ferma nel mio passato ma rianalizzo, cerco di capire se c’è oggi un modo ancora migliore di affrontare il problema.

Questa è l’esperienza: saper reinventare le cose già fatte, non copiarle in serie quasi la conoscenza fosse solo un attrezzo di lavoro.

Questa “freschezza” che pare appartenere esclusivamente alle menti giovani, con pochi problemi affrontati, è la vera ricchezza che ci dona l’esperienza. Se ci cristallizziamo nelle nostre esperienze, diventiamo un banale database, un qualcosa da consultare per cose che già si sanno, una scorciatoia. Una specie di moderno cantastorie, che ha imparato a memoria degli aneddoti, che non rinnova mai.

L’esperienza è saper sperimentare velocemente cose nuove; è sapersi destreggiare con abilità per comprendere cosa è una novità buona e quali fall-out può dare. Quali problemi darà se è cattiva, che riscontri negativi possono esserci.

E per avere questo genere di esperienza, occorre che le vostre certezze, siano ricolme di dubbi.

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