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La curiosità

Quando mi chiedono come mai faccio tante cose, come trovo la voglia, la motivazione, elogio sempre la curiosità.

La curiosità è quella che ci ha fatto scendere dagli alberi e accendere il fuoco, è quella che ha fatto inventare la ruota e scoprire l’energia nucleare.

Una delle caratteristiche che più apprezzo in una persona è la curiosità: uno sviluppatore può essere senior o in erba, ma se ha la curiosità è un vincente.

I lavori tecnologici sono possibili solo con continuo studio, un perenne informarsi su ogni cosa, vedere le tecnologie in fasce e provarle, intuire quali possono migliorare il proprio stack, consci che in informatica tutto cambia sempre.

Quando si ha di fronte un problema, e l’informatica al 99% è risolvere problemi, occorre prenderlo con curiosità e non con fastidio.

Come si può risolvere? Nessuno l’ha mai risolto prima? Saremo i primi a farlo quindi. La curiosità porta alla determinazione, perché ci fa guardare tutto con occhi nuovi e brama della conoscenza.

Pensateci: quando vedete un collega inerte, restio a cambiare tecnologie, che elogia quelle vecchie perché stabili e sicure, egli non ha semplicemente poca fiducia nel nuovo; non ha solo un’opinione differente; ha perso la curiosità.

Tutto è stato nuovo un tempo: COBOL per quanto possa sembrarlo, è stato una tecnologia avveniristica, molti anni fa. C’è stato perché qualcuno ha avuto la curiosità di inventarlo, di lavorarci, di migliorarlo. Vale per tutti i linguaggi.

Potete non essere un esperto di Go o di Vlang o di Rust, e la curiosità vi salverà quando avrete a che farci, ma se prenderete il compito come una inutile seccatura, se non sarete abbastanza aperti, fallirete.

Ultimamente, visto il mio lavoro attuale su AlgoInterview sto avendo a che fare con molteplici HR, ecco valuterei di includere la curiosità tra le soft-skill must have nel nostro mestiere.

E voi, siete abbastanza curiosi?

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