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La polizia di Facebook

Sul social network blu, la situazione dei ban automatizzati dall’ai più stupida del pianeta stanno diventando ogni giorno più grotteschi.

Le punizioni, spesso inappellabili o gestite automaticamente con la medesima logica, tendono a sparare nel mucchio: si rischia il ban per violenza per aver citato la storia di Maria Antonietta, i film di Star Wars, Apocalypse Now, ma perfino LOL chi ride è fuori.

L’intelligenza artificiale non può battere la stupidità naturale

Arthur Bloch

Arthur era un inguaribile ottimista: Facebook è riuscita a violare la sua regola. Il social network più decadente di sempre, Cade a pezzi e siamo a Fine impero: ne ho già scritto.

Una AI che per anni ha subito addestramenti basati sul linguaggio della piattaforma, ne ha appreso tutti i bias, tutta l’ignoranza, tutto l’analfabetismo funzionale.

Quello che ha imparato applica: e i gruppi satirici che parlavano di polizia dell’internet e polizia di Facebook, sono stati superati a destra in curva dalla realtà.

La piattaforma fa acqua da tutte le parti: i guai diffusi ovunque e le proteste continue degli utilizzatori anche professionali, fa pensare ad un invalicabile debito tecnico: anche con le risorse di Menlo Park.

Al momento non si vede la luce in fondo al tunnel, né si nota volontà di invertire il trend della decadenza.

Anche il cambio nome in meta della azienda principale lascia presagire che gli sforzi andranno verso un nuovo prodotto: arriverà prima che l’altro sia un cumulo di macerie? Non ne sono sicuro.

Le AI saranno sempre più presenti per il controllo dei comportamenti illeciti nei software, nei social network, perfino nella vita reale.

Speriamo che quelle usate dalla polizia vera, saranno più controllate, che fungano solo da consulenti per gli esseri umani, che aumentino l’efficienza senza causare danni irreparabili alla società civile come sta accadendo sui social: i danni virtuali per quanto fastidiosi non sono altrettanto segnanti.

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