pexels-photo-5686102

Leadership liquida

In team, ma perfino nell’intera azienda, spesso il leader è una persona preposta ad esserlo.

Uno assunto per fare il leader, oppure uno che ha la proprietà e quindi fa il leader, quello che una volta si chiamava padrone per intenderci.

Personalmente, pur avendo sempre gestito dei team di sviluppo, ed avendo una discreta esperienza, considerato che lo faccio da una vita intera, ho sempre contestato la mia figura come quella del leader.

Il leader è raffigurato sempre come uno che tira il carro davanti agli altri, che ispira tutti, che dà la direzione. Una visione quantomeno reazionaria del mondo del lavoro.

Iniziamo dal team: le migliori persone che hai trovato in circolazione per fare quello che devono fare.

I migliori nel loro campo cosa dovrebbero fare? Farsi mettere sella e paraocchi e seguire il leader ispirante verso la meta, con cieco coraggio e patriottismo aziendale?

Delle volte, con grande fiducia ho provato a seguire così un CEO, particolarmente carismatico, ma dopo un po’ le cose si sono rotte: non possono funzionare, serve concertare le decisioni aziendali, tutti, pur mantenendo il rispetto dei ruoli e la responsabilità degli stessi.

Il problema della leadership “tossica”, non neghiamolo, c’è dappertutto, anche se magari essendo leader noi, non vogliamo notarlo.

Ecco alcuni accorgimenti che possono migliorare le cose e sensibilizzare tutti sul problema della leadership in azienda:

  • Non lasciarti schiacciare dalla responsabilità: anche se i cocci sono tuoi anche se li rompe un altro, vale la pena far spostare i vasi a turno ai membri del team.
  • Ascolta tutti e se qualcuno si dimostra estremamente convinto e competente, assegna a lui la leadership di quel frammento del mondo aziendale: affiancalo ed aiutalo nel suo percorso, perché la leadership non cala dall’alto ed è una cosa che si impara.
  • Mettiti nelle scarpe altrui: per esempio se litighi sempre con prodotto o marketing o sales, fai una settimana nella loro vita, anziché cercare di fartela spiegare. L’azienda non è un combattimento tra galli: ognuno dovrebbe provare ad essere un membro degli altri team per un periodo e capirne le problematiche.
  • Facilita la stessa cosa e proponila ai tuoi colleghi e manager: non capisci come funziona sviluppo? Vieni una settimana a lavorare con noi.
  • Incoraggia i progetti dei colleghi, che siano side-project, migliorie in cui credono, varianti alla roadmap di prodotto. Il team è una fucina di idee se incoraggiato, e di idee di persone che conoscono molto bene il contesto.
  • Sostieni tutti nei loro sogni: cerca di migliorare la vita di tutti quelli con cui lavori, non si tratta solo di soldi e di carriera, si tratta della vita in azienda in generale.
  • Reciprocità: accetta tutto quello che fai quando viene fatto a te.

Seguendo queste regole viene facile immaginare la leadership come un carro, tirato dal team, in cui una persona spinge, quasi da parte, per realizzare la vision aziendale. Lo so, è meno soddisfacente per l’orgoglio personale, ma sarà un bene per te e per tutti quelli che ti circondano.

One thought on “Leadership liquida

Lascia un commento