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Dipendenze

Ieri, chiacchierando con un collega, sono venuto a conoscenza di una nuova forma di dipendenza che colpisce gli sviluppatori: GitHub Copilot. Il mio amico mi diceva di ritrovarsi a fissare il monitor, svuotato, senza sapere cosa fare, se Copilot non suggeriva nulla.

Parliamo di un senior: uno che ha scritto enciclopedie di codice nella vita.

Sviluppo software da quando l’unico aiuto erano i manuali del linguaggio: brutti tempi.

Mi piace la tecnologia che mi aiuta nel mio lavoro, le code-completion non mi sono mai sembrate evil e anche Copilot lo uso volentieri: ma quando ho un flusso di pensiero su quello che devo sviluppare, difficilmente riesce a starmi dietro.

L’aneddoto del mio amico mi ha ricordato alcune sessioni di pair programming in cui dei colleghi, inizialmente produttivi, poi iniziavano a lasciarmi scrivere codice, facendo più che altro da spettatori.

Penso che Copilot faccia lo stesso effetto: ci si sente assistiti all’inverosimile da un collega e si pensa che possa scrivere tutto lui.

Ho consigliato al mio amico una terapia shock: tornare a usare VIM per un po’. La durezza dell’editor lo rimetterà certamente sulla via della disciplina, e potrà poi tornare a Copilot senza problemi, stando sempre attento a non ricadere nella dipendenza.

La riflessione però mi porta a pensare agli Junior, a chi la programmazione la sta imparando ora, a chi si troverà con Copilot dall’inizio, fin dalle prime righe.

Non sono uno psicologo ma ho paura che una tecnologia troppo assistenziale possa avere ripercussioni sull’apprendimento.

Non ho risposte in merito: alla fine ogni persona è diversa, alcuni potrebbero tranne beneficio, altri danno.

Voi cosa ne pensate?

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