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Improvvisamente, la delega.

Oggi ho ricevuto un feedback molto interessante, riguardante il mio corso sulla delega che è presente su NEELSCHOOL.

Ho trovato però subito, in questo bello scritto che mi rende orgoglioso di quanto ho fatto, un pericolo per il corsista stesso, e quindi, senza smorzarne l’entusiasmo ho deciso di rispondere avvisandolo e consigliandogli dei passi da fare a riguardo.

Essendo la questione possibile in vari scenari, ho deciso di scrivere qui, rendendo pubblica la risposta a chi può essere utile.

Ho scritto e presentato in passato il corso sulla delega qui: Diretta inSinergiaHCS sulla Delega. ed ho anche intervistato il Deux ex machina di NEELSCHOOL qui: Intervista a Kristian Ruggeri

Leggiamo assieme il feedback del giovane imprenditore sul mio corso:

“Il corso della delega è stato per me molto utile sin da subito. Nel mio contesto, quello del sud, in una piccola città, e per il mio settore, quello della tecnologia, è sempre stato complicato trovare persone compatibili con i requisiti delle competenze e in linea con le ambizioni dell’azienda.

Ho sempre visto quindi la maggior parte dei collaboratori, come un intralcio, in quanto privi delle piene competenze che cercavo e di cui avevo bisogno, relegando loro dunque solo attività secondarie e non in grado di creare valore, ma solo di farmi risparmiare poco tempo al giorno.

C’è una frase del corso che però mi ha subito colpito e mi ha fatto aprire gli occhi.. ed anche a distanza di settimane mi ritorna come un mantra in quanto applicandola sto notando dei riscontri molto positivi.

La frase è: “Vedi i tuoi collaboratori come un potenziale”.
Questo mi ha consentito di cambiare subito approccio. Anziché vederli come dei “mangia task” poco importanti, ho iniziato ad affidare loro mansioni e interi progetti, preoccupandomi di una supervisione nemmeno troppo invasiva, ma puntando su una pianificazione, un confronto costruttivo e lasciare loro più responsabilità per mettersi in gioco, applicarsi e perché no, anche sbagliare per imparare.

Vedendo i miei collaboratori come un potenziale, ho iniziato dunque a delegare con più semplicità anche cose che fino a qualche settimana fa non avrei pensato di delegare. Il mio lavoro si è dunque sin da subito trasformato, diminuendo il carico dei miei task operativi, e occupandomi maggiormente della gestione delle persone e dei loro risultati.

Sicuramente farò tesoro di quelle poche parole, che hanno cambiato proprio il mio modo di vedere i miei collaboratori”

Un giovane imprenditore

Il feedback è di quelli che rendono orgogliosi del proprio lavoro e del proprio allievo, ma fa anche scattare un campanello d’allarme: l’imprenditore ha lavorato in modo diverso finora: la trasformazione repentina potrebbe creare dei problemi.

La trasformazione è una cosa bellissima, ed è una cosa necessaria.

Occorre però pianificare delle attività, lontane dal controllo sul lavoro, per verificare che l’improvvisa fiducia sia non solo ben riposta, ma compresa appieno.

Il micromanagement di cui prima si fregiava il discente, è giusto sostituirlo con delle pratiche moderne, agili e fruttifere, ma si tratta di un processo di trasformazione che non può essere imposto dall’alto improvvisamente.

Occorre lavorare sul team per spiegare la nuova situazione lavorativa, incoraggiarne ogni singolo componente, mostrare la potenza dello strumento della delega anche a loro, per il loro benessere in azienda, per la loro carriera, per un lavoro più motivante.

C’è stato un cambiamento di mentalità nell’imprenditore. Questo va trasmesso nella giusta misura a tutti i componenti del team, ecco come lavorerei io trovandomi in una situazione simile:

  • Conosci i componenti del team di nuovo, da zero, come se li stessi assumendo oggi, come se non vi foste mai frequentati.
  • Parla con loro nella nuova ottica aziendale: impara il loro potenziale dalle loro parole.
  • Comprendi la loro vita, i loro hobby, i loro sogni.
  • Capisci cosa non è andato bene in azienda finora: e aspettati anche di essere stato tu il problema, sarà dura.
  • Aspettati dei fallimenti, sia nella comprensione del carattere delle persone, che nella loro capacità di portare a termine gli obiettivi da soli, valuta se sia necessaria formazione, affiancamenti, lavoro di team.
  • Consultati con tutto il team, avvia magari un Light Decision Jam e analizza pregi e debolezze dell’azienda e del team, cerca di capirne le interazioni, le simpatie e le antipatie.
  • Ascolta tutti, anche quelli che finora non hai ritenuto fondamentali: lo sono.

Dopo questi primi passi la delega non sarà priva di pericoli e la trasformazione non completata, ma il sentiero sarà stato tracciato e troverete tutti assieme, in team, come trasformarlo in una strada.

Abbiate fiducia, in voi stessi e nella vostra squadra.

Il corso sulla delega è acquistabile a questo link diretto: Corso sulla Delega – Ricardo Antonio Piana

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