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Emergenza culturale

Oggi ho letto i risultati dell’analisi del CENSIS che hanno già girato abbondantemente per i social.

Il bestiario italiano è più che vario, complottisti, terrapiattisti, negazionisti, nulla da invidiare agli amici di oltreoceano o del film idiocracy.

Temiamo di essere colpiti da un asteroide come i dinosauri, ma l’asteroide dell’ignoranza ci ha già devastato: una vera apocalisse.

Mentre tutto questo succede, siamo tutti impegnati a litigare e a polarizzarci sui social.

Internet doveva servire a migliorare l’umanità, ad evitare tutto questo

La situazione mondiale si riassume in questa immagine:

Cospirazioni.

Come potete intuire siamo messi malissimo: tutta l’umanità.

Una pandemia di ignoranza cieca che distrugge tutto il bene del pianeta.

Io sono nato negli anni ‘70. La visione culturale sessantottina era ancora radicata, gli operai pretendevano di fare i dottori scandalizzando la contessa e i suoi servi.

Questa visione è stata disintegrata dall’edonismo reganiano, dal Berlusconismo in italia, e poi dai social in totale decadenza.

Si è diffusa l’idea di cultura, letteraria e scientifica, come un fardello da lasciare a fumosi ed imbiancati intellettuali “radical chic” da salotto televisivo. È stata la vittoria assoluta delle “NON C’È NE COVIDDI”. L’immagine vale più dei libri che si hanno studiato, e la notorietà ha perso la distinzione tra essere FAMOSI e FAMIGERATI.

È quindi giunto il momento della resistenza: non servono armi tranne la cultura e la volontà di diffonderla: armatevi e cercate di recuperare qualcuno alla ragione scientifica, al capire la bellezza artistica, letteraria, musicale. Ne va dell’esistenza del genere umano: questa decadenza verso il nulla può solo farci estinguere o regredire a scimmie arboricole.

Resistiamo.

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